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Domenica pomeriggio a Giulianova spettacoli e giochi teatrali per festeggiare il legame speciale tra nonni e nipoti

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La Compagnia dei Merli Bianchi partecipa a “S.T.A.R. Bene” 2017

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Il 14 e 15 ottobre all’Università di Teramo laboratori, tavole rotonde, spettacoli, degustazioni, incontri e, per la prima volta, performance artistiche in concorso.

Danze popolari, dal 18 settembre a Giulianova i laboratori della Compagnia dei Merli Bianchi

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Dieci lezioni per imparare le tecniche fondamentali della pizzica, tammurriata e tarantella calabrese. Iscrizioni fino al 15

La Compagnia dei Merli Bianchi a L’Aquila per “Follie d’estate”

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In scena l’attrice Margherita Di Marco con le prove aperte studio teatrale “Augusta F.”

Cinema, teatro e salute mentale al Mediamuseum di Pescara

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Al via la rassegna “Sono Altro. Altrove”. Il 30 marzo in scena Margherita Di Marco con “Rosetta Malaspina ovvero da un punto dell’eternità”

L’Aquila – E tu slegato subito – Campagna Abolizione Contenzioni Psichiatriche

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L’Aquila – E tu slegato subito – Campagna Abolizione Contenzioni Psichiatriche Siamo lieti di invitarvi a questa importantissima tre giorni intorno alla tematica delle contenzioni psichiatriche. Esiste una campagna nazionale “E tu slegalo subito” (https://www.facebook.com/etuslegalosubito/?fref=ts) ed esistono operatori che portano avanti iniziative come questa, di cui siamo felici ospiti e sostenitori. Vi aspettiamo, tanto per cominciare, il 27 ottobre con […]

ROSETTA MALASPINA

 

ROSETTA MALASPINA

ovvero da un punto dell’eternità”

Di e con Margherita Di Marco

Testi di Margherita Di Marco & Marietta Vozzo,

Regia Vincenzo Mercurio

Produzione Compagnia dei Merli Bianchi & Teatro Proskenion

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Lo spettacolo – realizzato in collaborazione con Teatro Proskenion di Reggio Calabria– è ispirato alla storia vera di
Marietta Vozzo, una donna e poetessa calabrese che prova a resistere e reagire ad una sottocultura dominante nella Calabria degli anni ’50, e che da tutti viene considerata pazza.

Rosetta Malaspina costruisce e racconta, attraverso iil linguaggio della poesia, la sua personalissima ‘visione della realtà che per tutti diventa però follia. L’unico modo che ha per sopravvivere è di costruirsi un altro mondo, piccolo quanto una stanza.

Con la poesia gioca come su un’altalena che la fa volare e divertire per poi ritornare nel tempo in cui vive, con la rabbia di chi urla al vento i pensieri di una profonda solitudine.

Le parole di Rosetta sono forti, estreme e commoventi; col suo essere in bilico tra poesia e pura realtà diventa motivo di confronto e riflessione su quanti diritti e opportunità ci siano ancora da affermare, oggi come ieri.

A portare in scena il personaggio di Rosetta, l’attrice Margherita Di Marco che ha realmente conosciuto la donna ormai anziana nel piccolo paese di Caulonia, raccogliendone la commovente testimonianza. La regia è a cura di Vincenzo Mercurio.

Note dell’attrice:

Ci sono incontri possibili solo in luoghi e stati d’animo precisi.

Marietta:“ Carciofola mia io lo so che tu mi stai studiando e che racconterai la mia storia

Margherita: “Prometto!”

Marietta: Ci vediamo dopo, alle due, qua sotto”.

Note di regia:

Le immagini dello spettacolo evocano, suggeriscono e rimandano portando in scena le emozioni in cui il pubblico si svela come preziosa materia prima.

Durante la fase delle prove, che si è protratta per mesi, tutto il materiale che ne è risultato è stato in seguito riorganizzato sulla scena. Frammenti di uno spettacolo dotato di una narratività atipica, a spezzoni apparentemente autonomi. I movimenti, la gestualità, che risultano da questo processo, non sono mai stati imposizioni registiche ma nate dall’attrice/creatrice del dramma. Io ho solo posto questioni su temi apparentemente molto semplici e di carattere generale (gioia, tristezza, amore, rabbia…) con l’obiettivo di ottenere risposte altrettanto semplici e precise in movimenti, azioni o parole. Piano personale e piano creativo si sovrappongono e si stimolano a vicenda; il processo messo in atto nella fase delle prove ha svelato come sentimenti, pulsioni, ricordi, desideri scaturivano azioni che diventavano oggetto di lavoro e di spettacolo. L’attrice nel momento creativo, tendeva ad un livello di spontaneità e attingeva automaticamente al suo serbatoio teatrale. È in questa fase che sta l’atto creativo individuale, (ciò che tra l’altro, renderà possibile l’empatia tra sala e scena) poiché le immagini restituite sul palco sono immagini allo stesso tempo personali e universali, dettagliate e generiche, e lo spettatore può riconoscervi qualcosa che appartiene alla sua storia personale. Dell’attrice mi preoccupavo non tanto che costruisse una partitura di “passi astratti” dettati da una scelta registica, quanto che ne emergesse il risultato di un’analisi personale nata da un’istanza reale e il manifestarsi di espressioni corporee come comunicazione; è da questi moti dell’anima, infatti, che si scatena il processo empatico con il pubblico: il teatro che crea mondi fittizi e restituisce emozioni reali.

La tecnica è il vocabolario essenziale per quanto non esaustivo, mentre il corpo di un attore è un veicolo spesso fragile: la naturalezza, ricercata nel lavoro, è in realtà la capacità di mettere in moto un automatismo che possa tradurre direttamente lo stimolo in una immagine.

Rosetta Malaspina è in continuo disequilibrio tra la storia di una donna al centro dello spettacolo e l’esperienza di vita di un’attrice che continua a cercare. Questa la tensione, lo scontro vivo di questo spettacolo.

Vincenzo Mercurio

Foto Pasquale Tarquini